Lingua Orale e Lingua Scritta

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Natura e Cultura

Esiste un rapporto profondo tra stile cognitivo, lingua e cultura di appartenenza.
Per chiarire il rapporto esistente tra la cultura di appartenenza e lo stile cognitivo dell'individuo, è necessario chiarire che cosa si intende per natura e che cosa si intende per cultura.

Si intende per natura, nella sua accezione organica, tutto ciò che esiste, nasce, si sviluppa e si riproduce in forma autonoma con leggi proprie.

Si intende per cultura ciò che l'uomo nel corso della sua storia ha costruito, dall'utensile al linguaggio, dal mito alle teorie scientifiche, ai credo religiosi.

È quindi naturale tutto ciò che deriva dalla natura e obbedisce alle sue leggi. Ecco alcuni esempi di cose naturali:

  • la nascita e la morte,
  • i bisogni,
  • la fame,
  • la sete,
  • la necessità di apprendere e di comunicare.

Sono culturali le forme diverse in cui questi bisogni si realizzano e si differenziano nello spazio geografico e nel tempo storico.
I confini che delimitano questi due ambiti sono rigidamente distinti soltanto in apparenza: la cultura infatti modifica e trasforma sia l'ambiente sia gli eventi naturali che attraversano la vita dell'uomo, interagendo con i suoi bisogni e condizionando il suo stile cognitivo.

Lingua Orale

La parola non è né una categoria astratta né un oggetto autonomo, come tale non può essere riesaminata, analizzata, scomposta come il discorso scritto: l'espressione verbale possiede forme di organizzazione proprie ed ha caratteristiche poco congeniali alla mente di chi sa leggere e scrivere.

La lingua orale si serve dell'intonazione della voce e di tutti gli effetti sonori che la voce può realizzare: pause, rallentamenti accelerazioni cambi di volume, nel dialogo, di chi parla.

Nella lingua orale non si conservano documenti, ma si usano particolari artifici per ricordare e far ricordare:

  • andamento ritmico del parlare,
  • uso ricorrente di formule, proverbi, richiami a quanto detto in precedenza.

La cultura orale, cui la lingua orale fa riferimento, enfatizza il rapporto con gli altri.
Nella cultura orale qualsiasi conoscenza, una volta acquisita deve essere costantemente ripetuta, altrimenti rischia di andare perduta; sono quindi indispensabili, per il sapere il ricorso a schemi fissi ed a formule.
Nella cultura orale, il problema dell'apprendimento è legato all'uso di particolari moduli mnemonici quali:

  • ripetizioni e contrasti,
  • allitterazioni e assonanze,
  • proverbi e formule conosciuti da tutti in modo tale che possono essere rammentati con facilità associandoli alle diverse situazioni cui si riferiscono.

Il contesto nel quale avviene la comunicazione ne determina il significato; il parlante non sente il bisogno di analizzare la situazione in elementi, si usa un sistema di categorie basate sull'esperienza concreta e sulle necessità individuali.
La cultura orale non esiste mai in un contesto puramente verbale; la lingua orale è accompagnata da una serie di attività che impegnano tutto il corpo.

Lingua Scritta

L'evoluzione della parola dallo stato orale a quello scritto, dalla stampa all'elettronica ha trasformato e continua a trasformare i modi stessi del pensiero e della percezione: non c'è dubbio che l'organizzazione mentale nel corso di tale evoluzione sia cambiata indipendentemente dall'oggetto della comunicazione.

La scrittura consente di memorizzare il pensiero, lasciando una traccia di quanto accade e conservando una traccia permanente di parole che una volta pronunciate "volerebbero via".

Nelle culture basate sulla scrittura si è perso:

  • il ricorso all'andamento ritmico del discorso;
  • l'uso di proverbi e formule che non hanno più il ruolo di richiamare alla memoria quanto viene detto.

Scrivere ci obbliga a riflettere, a cercare le parole, a costruire un discorso chiaro ed efficace.
La lingua scritta può servirsi solo della punteggiatura e di altri strumenti grafici (sottolineature, caratteri di diversa grandezza e forma...).
Chi scrive non conosce il lettore ed è quindi obbligato a dare tutte le informazioni necessarie per far capire il testo scritto.

La scrittura è qualcosa di più di un semplice strumento: essa ha permesso all'uomo di organizzare il pensiero in un modo del tutto nuovo rispetto a quello usato da chi appartiene ad una cultura basata sull'oralità.

Nel riprodurre il linguaggio articolato con il sistema alfabetico si sono sviluppate nuove capacità:

  • la capacità di analizzare e classificare il "continuum fonico" in segmenti di fonemi dei quali è necessario individuare le caratteristiche;
  • la capacità di rappresentare questi segmenti con segni grafici diversificati in grafemi;
  • la capacità di ordinare i segni in rigida successione temporale;
  • la capacità di rappresentare i segni in rigida successione spaziale.
  • Dove il processo di alfabetizzazione, ha coinvolto la quasi totalità delle persone, queste capacità sono diventate ormai un patrimonio individuale funzionale al mantenimento della cultura basata sulla lingua scritta.

Lingua orale e lingua scritta sono dunque due forme diverse e servono per scopi diversi. Sono tutte e due necessarie: la lingua orale perché è la forma più immediata di rapporto con le persone che stanno intorno a noi; la lingua scritta perché ci consente di comunicare a distanza di tempo e di spazio, di esprimere pensieri e ragionamenti complicati, con persone che sono vissute prima di noi, ma soprattutto perché ci consente di leggere. Leggere significa entrare in contatto con persone che vivono lontano da noi e che non avremmo mai la possibilità di incontrare.
Se leggiamo, le nostre possibilità d'incontro sono illimitate.

Dal Parlato allo Scritto

Leggi la trascrizione di una conversazione che coinvolge quattro persone e traducila in un racconto:

  • Franca: Vieni Lucia se vogliamo andare alla Fiera dobbiamo pagare il biglietto
  • Lucia: Certo ecco la biglietteria. Salve vorremmo due biglietti.
  • Addetta alla biglietteria: Ecco a voi, sono 10 euro, buon divertimento e grazie!
  • Franca: Entriamo!
  • Lucia: Svelta non perdere tempo.
  • Franca: Ci sarà molto da vedere.
  • Lucia: e da comprare.
  • Franca: Si può comprare veramente tutto: dai mobili per la casa, alle macchine, animali, attrezzatura per qualsiasi tipo di lavoro, cibi tipici sardi e di ogni parte del mondo.
  • Lucia: Mi hai fatto venire una fame… e, che ne dici di mangiarci un panino in quei chioschi laggiù?
  • Franca: Andiamo andiamo!
  • Lucia: Salve, vorrei un panino con salsiccia e cipolla!
  • Franca Anche per me lo stesso, ma senza cipolla!
  • Paninaro: 5 minuti e sono pronti.
  • Lucia: ti andrebbe qualcosa da bere mentre aspettiamo?
  • Franca: perché no? Una coca cola?
  • Lucia: Va benissimo, quanto paghiamo?
  • Paninaro: Fanno 6 euro
  • Lucia: oggi offro io
  • Franca: va beh alla prossima
  • Paninaro: Ecco a voi i vostri panini e la vostra coca cola, i bicchieri li trovate qui a destra. Grazie e arrivederci.
  • Lucia: Questo panino è ottimo!
  • Franca: Sì, forse un po' pesante però!

Racconta mettendo in evidenza il contesto e gli eventuali gesti che le quattro persone coinvolte nella conversazione si scambiano.

Dallo Scritto al Parlato

Mara e Carlo prima di andare a scuola vanno dal fornaio e comprano la pizza per fare colazione. Incontrano Silvia. Oggi c'è compito in classe di matematica. Mara è preoccupata. Carlo e Silvia sono tranquilli.

Che cosa dicono? Raccontalo con un fumetto

Trascrivi la conversazione:


Articolo pubblicato il: 22 Gennaio 2020
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